Academy

Impara a costruire una campagna efficace
e di grande impatto

Prima della campagna


1. Premesse

Per evitare alcuni comuni fraintendimenti sul crowdfunding ci teniamo a proporre alcune riflessioni preliminari alla creazione di una campagna:

  • Molti utenti confondono le piattaforme di crowdfunding con i fundraiser, ovvero gli agenti professionisti che si occupano della raccolta fondi. DeRev, come molte altre piattaforme di crowdfunding, offre una serie di strumenti utili alla presentazione, sviluppo e promozione di un progetto, ma non si occupa di ricercare i potenziali finanziatori di ciascuna campagna. Offriamo consulenza e supporto gratuito per la costruzione e la gestione efficace delle campagne, ma non siamo fundraiser.
  • DeRev è l'unica piattaforma che contribuisce gratuitamente alla promozione di ciascuna campagna, diffondendola attraverso l’ufficio stampa e una community di oltre sei milioni di utenti sui social media, ma sappiamo con certezza che il crowdfunding funziona solo i creatori della campagna possono contare su uno "zoccolo duro" di amici e sostenitori che diano il primo impulso alla raccolta.
  • La prima parte del budget va infatti raccolta nel minor tempo possibile grazie alla prima cerchia di sostenitori, generalmente composta da amici, familiari e appassionati che già credono nel progetto e si fidano dell’autore. Un team di collaboratori che aiuti in fase di lancio e contatti le community di appassionati è il miglior modo per raggiungere questo primo obiettivo, indispensabile per guadagnare credibilità, generare valore e innescare la diffusione virale della campagna sul web.

2. Una buona idea non basta

Una “buona idea” non è (quasi mai) sufficiente per poter coinvolgere e motivare il pubblico ad essere parte attiva in una operazione complessa come il crowdfunding. Ecco le domande essenziali da porsi prima di cominciare:

  • Cosa voglio realizzare (nel dettaglio) e quanto mi costerà?
  • So spiegarlo in maniera chiara, diretta, precisa in modo che tutti possano capirlo?
  • Quali sono i motivi per cui i potenziali donatori dovrebbero contribuire al mio progetto e quali sono i vantaggi per loro (materiali o immateriali che siano)?
  • Ho davvero considerato tutte le fasi e le implicazioni nella produzione del progetto che voglio far finanziare? Posso garantire di essere in grado di realizzarlo?

A queste domande si affiancano alcune verità assolute sul crowdfunding, che chiunque voglia proporre una campagna non può ignorare:

  • Il crowdfunding non deve MAI essere considerato come "ultima spiaggia", ma come un investimento a cui dedicare tempo e risorse per poter ottenere un risultato importante;
  • Il crowdfunding è un vero e proprio "lavoro", che richiede un impegno a tempo pieno per l'intera durata della raccolta e competenze differenti rispetto a quelle necessarie per realizzare il progetto che si vuole finanziare;
  • Il crowdfunding "vive" sul web, ed à quindi indispensabile rispettare il linguaggio e i principi che gli utenti della Rete usano e pretendono: chiarezza, qualità, trasparenza, disponibilità.

3. La struttura di una campagna

Gli elementi essenziali per costruire una campagna

La piattaforma di DeRev offre uno schema di organizzazione dei contenuti studiato e sperimentato come il più efficace per presentare il progetto agli utenti. Prima di procedere alla compilazione è però necessario verificare di avere ben chiari quali sono gli elementi essenziali da cui poi deriverà la versione finale della campagna:

  • Il risultato, ovvero qual è il bene, il servizio, l’opera che si intende realizzare. Si parla proprio del “prodotto” finale che l’utente possa apprezzare: la riqualificazione di un’area urbana, un evento, un oggetto, una realtà imprenditoriale, un’applicazione, un’opera d’arte, un’iniziativa sportiva o di beneficenza, e così via.
  • L’obiettivo, ovvero perché lo si vuole realizzare, quali sono i motivi per cui si ritiene sia importante – per il potenziale donatore nello specifico e per la collettività (eventualmente) – che il progetto venga realizzato.
  • Il contesto, ovvero perché si intende farlo proprio in un certo momento e/o proprio in un determinato luogo. E’ un altro fattore che aiuta a rendere evidente il valore del progetto.
  • La motivazione personale, ovvero perché si ritiene di essere la persona giusta per realizzare il progetto, specificando quali siano le ragioni personali e le competenze specifiche (eventuali) in argomento.
  • Il target, ovvero le persone a cui una cosa del genere dovrebbe realmente interessare, e soprattutto perché. Molti partono dal presupposto (errato) che una cosa di loro interesse debba interessare “tutti”, ma una simile convinzione è il preludio a un sicuro insuccesso.
  • Cosa si offre in cambio, che sia una ricompensa o un semplice ringraziamento. È il modo per ricambiare – in maniera materiale o immateriale – i donatori per il loro contributo, ed è quindi importante farlo in maniera soddisfacente e coerente.

La scelta del modello di Crowdfunding giusto

Gli autori che ricevono e accettano l’accredito delle donazioni alla propria campagna di crowdfunding si impegnano legalmente nei confronti degli utenti che hanno contribuito alla raccolta. Indipendentemente dall’importo ricevuto, ogni autore garantisce che (a) il progetto verrà realizzato, (b) che i finanziatori riceveranno l’eventuale ricompensa richiesta al momento della donazione nei tempi e nei modi indicati, (c) che i fondi raccolti verranno utilizzati totalmente ed esclusivamente per l’obiettivo per cui sono stati donati, ovvero il progetto e le attività presentate all’interno della campagna.

Nel caso in cui il progetto originale non possa essere più realizzato o si voglia destinare i fondi raccolti a un’altra attività, l’autore della campagna è tenuto a restituire l’intero importo donato a ciascun finanziatore.

Per venire incontro a questa esigenza, DeRev offre la possibilità di scegliere tra diverse modalità di raccolta in base al progetto che si intende realizzare:

  • All o Nothing: adatta ai progetti che hanno bisogno almeno del budget indicato per essere realizzati, pertanto l’autore della campagna è tenuto a farlo solo nel caso in cui venga raggiunto un obiettivo economico minimo. Se al termine della campagna questa soglia non è stata raggiunta, tutti i fondi raccolti vengono restituiti ai donatori e l’autore non ha alcun obbligo nei loro confronti. In tal caso, l’operazione di “restituzione” dei contributi ai donatori viene effettuata da DeRev senza alcun costo per l’autore della campagna e senza l’obbligo di inviare le eventuali ricompense. Nulla vieta, invece, di superare l’obiettivo fissato: la raccolta fondi non si interrompe quindi al raggiungimento del budget minimo e tutti i contributi eccedenti vengono comunque accreditati all’autore al termine della campagna. È questa la formula in cui la realizzazione del progetto è strettamente vincolata al budget indicato.
  • Keep it All: rivolta ai progetti che non hanno bisogno di un budget minimo, pertanto l’autore della campagna si impegna a realizzarlo a prescindere dal raggiungimento dell’obiettivo economico fissato. Tutti i contributi ricevuti dai finanziatori vengono istantaneamente accreditati all’autore al momento del pagamento, e non devono essere restituiti anche se il budget non viene totalmente raccolto. Il modello di crowdfunding “Keep it All” mira quindi a cercare un supporto che non è essenziale, da utilizzare per eventuali spese aggiuntive o sufficiente a coprire una parte dei costi di realizzazione. Nel momento in cui ogni contributo viene effettivamente percepito, gli autori contraggono l’obbligo di portare a termine quanto promesso (riconoscendo anche le eventuali ricompense) e hanno il vantaggio di poter cominciare lo sviluppo del progetto prima ancora che la campagna sia terminata, raccontandolo con gli aggiornamenti della campagna e incentivando così i sostenitori a finanziarne il completamento.
  • Fundraising: riservata ai partiti politici, alle ONLUS e alle organizzazioni che intendono finanziare un’attività continuativa, si basa su una logica analoga a quella del fundraising classico, che non richiede l’obbligo di dichiarare un obiettivo economico da raggiungere né un limite di tempo entro cui terminare la raccolta. Tutte le donazioni vengono accreditate in tempo reale e la campagna può proseguire a tempo indeterminato, fino a quando l’autore non sceglie di impostare una data di scadenza: queste caratteristiche rendono questo modello di raccolta particolarmente adatto a sostenere un’attività continuativa nel tempo e non a finanziare dei progetti specifici. Anche in questo caso, l’impegno è di impiegare le somme raccolte nelle attività indicate e di inviare agli utenti le ricompense selezionate durante la donazione.

La scelta della durata della campagna

Una campagna di crowdfunding può avere una durata che va dai 7 ai 90 giorni, proprio perché è bene concentrare l’impegno degli autori e l’attenzione dei potenziali finanziatori in un range di tempo non troppo vasto. La scelta di limitare la durata delle campagne ad un massimo di tre mesi - condivisa da tutte le principali piattaforme internazionali - è dovuta ad un fattore di efficacia e di riuscita della raccolta: le statistiche indicano che oltre l’85% delle donazioni viene effettuato nel periodo immediatamente successivo al lancio – per lo sforzo di promozione iniziale e il contributo della cerchia di pubblico più vicina all’autore, come amici, parenti e sostenitori – oppure al raggiungimento del 100% del budget e negli ultimi giorni prima della conclusione; allungare ulteriormente la durata della campagna comporta dunque solo un allungamento dei tempi morti, senza alcun beneficio reale per la raccolta.

4. Preparazione dei contenuti

Per creare una campagna di crowdfunding è possibile seguire la procedura guidata di DeRev attraverso cui caricare tutti i contenuti necessari a presentare e finanziare il progetto.

a) Il biglietto da visita

Il titolo e il sottotitolo – insieme al video e all’immagine scelta per rappresentare il progetto – costituiscono il "biglietto da visita" della campagna, ovvero gli elementi in base al quale un potenziale donatore dovrebbe comprendere immediatamente di cosa si sta parlando. In questa fase, è importante far capire bene a tutti gli utenti - anche ai meno esperti - cosa si vuole realizzare, sfruttando al meglio i caratteri a disposizione.

Il tutto a colpo d'occhio, con un solo sguardo. Meglio quindi formule dirette e con parole che descrivano (più che evocare) l'obiettivo della campagna. Gli slogan non bastano.

  • Titolo: massimo 90 caratteri di lunghezza, deve contenere il nome del progetto accompagnato da qualcosa di estremamente semplice ed esauriente.
  • Sottotitolo:tra i 150 e i 250 caratteri di lunghezza, è preferibile usare una frase diretta con l'imperativo iniziale "Sostieni" o "Finanzia" per poi spiegare l’oggetto della campagna e il risultato che si intende ottenere.
  • Video di presentazione: la maggior parte degli utenti guarda il video di presentazione per conoscere un progetto e, solo se questo li colpisce, proseguono con la lettura delle descrizioni e delle ricompense. Considerando che l’attenzione maggiore da parte degli utenti si ha nei primi 30 secondi, è fondamentale affascinare e incuriosire gli utenti in questo lasso di tempo, riducendo quindi al minimo le introduzioni elasciando dettagli e approfondimenti all’ultima parte del video.
  • Non è necessario produrre video dalla qualità artistica elevata, ma semplicemente assicurarsi di avere buona risoluzione, con audio e illuminazione sufficienti; va più che bene una semplice ripresa degli autori che raccontano cosa hanno intenzione di fare. La lunghezza ideale del video è tra i 2 e i 5 minuti, che può essere caricato direttamente su YouTube o Vimeo per poi incorporarlo nella campagna, e deve contenere alcuni elementi essenziali:
    • Chi siamo: presentazione degli autori, delle competenze e delle esperienze di chi propone il progetto;
    • Cosa vogliamo realizzare: descrizione del progetto o dell’iniziativa che si intende realizzare;
    • Perché lo vogliamo realizzare: motivazioni personali, obiettivi e vantaggi per cui lo si vuole fare;
    • Perché gli utenti dovrebbero finanziarlo: i motivi per cui gli utenti dovrebbero donare, evidenziando il valore del progetto e le ricompense;
    • In che modo gli utenti possono contribuire: l’invito esplicito e diretto a donare, indicando anche la piattaforma con indirizzo e link della campagna;
    • Un ulteriore invito a far coinvolgere altre persone nel sostegno alla campagna.

b) Gli elementi di identificazione

Sono gli elementi che rendono più semplice per l'utente trovare e/o individuare il progetto e ad orientarsi.

  • URL: è possibile personalizzare l'indirizzo web della campagna che sarà nella forma derev.com/nomescelto;
  • Categoria:la scelta della categoria e della sottocategoria giusta in cui inserire il progetto è molto importante per aiutare l’utente a trovare un progetto che possa interessarlo (crowdfunding civico, arte e cultura, innovazione e tecnologia, non profit, sport, politica).
  • Geolocalizzazione: l’indicazione del contesto geografico in cui si vuole realizzare il progetto è importante per stimolare la partecipazione delle comunità locali, una delle chiavi per il successo di molte campagne e fattore addirittura decisivo nel caso in cui i beneficiari siano proprio i residenti. È anche un modo per consentire a chi vuole partecipare a progetti “vicino casa” di scoprire nuove realtà e ai giornalisti locali di poter scrivere pezzi mirati.

c) La grafica

Immagini originali, di buona qualità e in alta risoluzione contribuiscono a migliorare la percezione della campagna agli occhi dell’utente, restituendo un’impressione di ordine e accuratezza che non possono che giovare alla riuscita del progetto. Gli elementi compresi sono:

  • Immagine della campagna (proporzioni minime 1280x960 pixel): rappresenta l'immagine principale della campagna, che comparirà come logo nella campagna e nei link viene condivisa sui social network;
  • Immagine nella descrizione: meglio scegliere immagini descrittive del progetto e/o del risultato, infografiche o qualcosa di molto creativo da inserire all’interno della descrizione della campagna, per rendere più fruibile il testo e fornire dettagli e illustrazioni;
  • Immagine di sfondo (proporzioni minime 1920x1080 pixel): serve a dare una maggiore identità grafica al progetto, caricando uno sfondo originale che rende unica la campagna e coerente con siti web e altre pagine web dedicate al progetto.

d) Approfondimento

Le parti dedicate all’approfondimento devono innanzitutto spiegare in termini chiari e precisi qual è l'obiettivo di una campagna: cosa si vuole materialmente realizzare? La spiegazione relativa all'ispirazione e alla visione vengono solo in un secondo momento.

  • Descrizione della campagna: è la presentazione dettagliata che compare al centro della campagna, direttamente sotto al video, e costituisce l'approfondimento che illustra ogni aspetto dell'iniziativa; non ci sono limiti di lunghezza e può contenere testo suddiviso in paragrafi per facilitarne la lettura, oltre a immagini, tabelle, video, link, ecc.

    E' necessario curare i testi, formattandoli bene per renderli più leggibili, correggendo i refusi, evitando frasi spezzate. Testi non rispondenti a tali parametri influenzano molto negativamente l'utente, comunicando un senso di incuria e superficialità che nuoce alla credibilità della campagna.
  • Obiettivo economico la trasparenza è essenziale, poiché la gente vuole sapere come si intende spendere i soldi richiesti. Bisogna quindi pensare con attenzione a calibrare bene le spese necessarie a far partire il tuo progetto ed elencarle con cura. Ricordati di includere nel computo totale anche i costi necessari a coprire le spese per la realizzazione e l’invio delle ricompense che prevedi di concedere.

    Ricorda che l'obiettivo è il minimo indispensabile per far partire il progetto, che può raccogliere anche cifre molto superiori a quella che hai richiesto, non essendoci limiti massimi di raccolta. Il budget deve essere studiato bene in base alla portata del progetto che si chiede di finanziare. Le voci da includere per un computo realistico dei costi sono:
    • Tutti i costi connessi a interventi ulteriori rispetto a quello proprio e del team, ovvero ogni apporto di fornitori di beni e servizi;
    • I costi sostenuti in prima persona dall’autore e/o dal team, compresi quelli di lavoro e le spese vive. In alcuni frangenti però può essere un buon segnale – anche per contenere la cifra da chiedere – non considerarli, mostrando al pubblico che il primo investimento tangibile è stato fatto proprio da chi propone il progetto. La scommessa è quella di rientrare di questi costi con i soldi raccolti superando l’obiettivo indicato;
    • Eventuali costi di allestimento di una sede o anche la creazione di un sito web;
    • I costi di realizzazione materiale del prodotto;
    • I costi legati alla comunicazione e alla promozione della campagna di crowdfunding;
    • Eventuali costi burocratici, come la registrazione di un brevetto, concessioni o autorizzazioni;
    • I costi delle ricompense e della loro spedizione;
    • I costi di transazione bancaria e la commissione trattenuta dalla piattaforma per ogni donazione.
  • Team: illustrare la storia e le competenze individuali di chi promuove la campagna – meglio se connesse al progetto – aiuta i donatori a credere nella bontà del progetto. Va dunque indicato l’elenco dei soggetti e/o delle persone fisiche che fanno parte del team, specificando il ruolo di ciascuno all'interno dell'organizzazione.
  • Ricompense: Non sono obbligatorie, ma in una campagna di crowdfunding la mancanza di ricompense spesso non aiuta a creare la giusta motivazione negli utenti: le campagne di crowdfunding con ricompense ricevono infatti il 500% di finanziamenti in più con un importo medio della donazione tre volte superiore. È quindi molto importante, se non essenziale, provvedere a selezionarle e calibrale con cura.

    Per ciascuna ricompensa bisogna indicare l'importo minimo per richiederla, il titolo e una breve descrizione, la disponibilità limitata (indicare il numero) o illimitata, un'immagine facoltativa (formato 4:3), la data stimata di quando verrà consegnata e la modalità di ricezione da parte del donatore (internet, posta, ritiro a mano).

    Per scegliere le ricompense più efficaci è possibile rifarsi a questa griglia, che elenca quelle più frequentemente usate:
    • Il prodotto o il servizio che si intende realizzare, offerto in anteprima, in diverse versioni (bozze, rarità e tirature limitate) o con caratteristiche personalizzate;
    • La partecipazione ad eventi o feste di inaugurazione, con accesso al backstage, posti riservati o incontro con gli autori e i testimonial;
    • Un ringraziamento simbolico, attraverso un attestato o una menzione su sito web e social media, oppure un gadget (t-shirt, spillette, felpe, ecc.);
    • Servizi aggiuntivi e promozionali, come sconti, offerte speciali, coupon o prodotti offerti da altre aziende e partner che sostengono la campagna;
    • Coinvolgimento attivo nel progetto, come la partecipazione alle attività di realizzazione (es. recitare come comparsa, se si tratta di un film da produrre).

    Le caratteristiche "vincenti" di una ricompensa sono:

    • Proporla a un controvalore meno caro del prezzo a cui la si troverebbe sul mercato;
    • Proporla in anteprima a chi partecipa alla campagna;
    • Proporla in modalità speciale (personalizzata e/o in tiratura limitata).

    Gli errori più comuni nel proporre le ricompense:

    • Un’indicazione generica a “ricompense varie”. Le ricompense vanno dettagliate in modo preciso.
    • Prevedere un’unica ricompensa di importo elevato o comunque poche ricompense per fasce di donazione molto ampie. È invece bene prevedere diverse ricompense per ogni fascia di donazione, in particolare per quella fino ai 100 euro, in modo da consentire a tutti di donare in base alle proprie possibilità.
    • Le ricompense che propongono un rapporto assolutamente "fuori mercato" tra importo richiesto e valore della ricompensa. Un simile approccio è spesso ritenuto incompatibile dagli utenti stessi con progetti il cui obiettivo è diretto alla creazione di un progetto commerciale/profit.
    • La mancata indicazione – almeno orientativa – della data di consegna restituisce al potenziale donatore una sensazione di poca affidabilità.

e) Prima della pubblicazione: il pre-lancio

Una buona campagna comincia prima della sua pubblicazione sul web. La cosa migliore da fare per creare l’aspettativa e cominciare a preparare il pubblico alla imminente raccolta fondi – in modo che al momento di donare siano già informati – è organizzare una strategia pre-lancio, con azioni che mettano sull’avviso la prima cerchia di possibili donatori.

Anticipare il messaggio è rafforzativo in quanto nel crowdfunding l’utente va colpito – nel senso di attratto – ma non sorpreso, grazie a un’opera costante di informazione ripetuta e stratificata. Mentre si prepara la campagna da pubblicare, è bene dunque effettuare delle operazioni preliminari:

  • Mobilitare il team e tutti coloro che vogliono collaborare, condividendo con loro e specificando bene la filosofia del progetto, il suo valore aggiunto e la sua specificità. Meglio stilare una lista di punti sintetici (e univoci) a cui tutti possano attingere, per non creare disparità espositive e incomprensioni.
  • Preparare un comunicato – nelle varie forme necessarie a ciascun canale di comunicazione che si intende utilizzare, come stampa e social media – nel quale si racconta la partenza della raccolta, specificando la data di inizio, la piattaforma e il link diretto a cui è possibile effettuare una donazione.
  • Organizzare un appuntamento – offline o online – nel quale si annuncia la campagna: un evento, una festa, una conferenza stampa, o qualunque occasione che dia modo di proporre un momento di aggregazione per i primi potenziali interessati.
  • La gestione del pre-lancio di fatto dilata i tempi della campagna andando a creare una sorta di preview o trailer della raccolta fondi vera e propria. Supportare le attività nel modo giusto restituisce agli utenti il senso di una iniziativa seria e ponderata.

Durante la campagna


1. Gestione della campagna, crowdtiquette e precisione

Durante la campagna: presenza e interazione

Nella gestione della campagna è bene osservare alcune regole generali di comportamento che potremmo accomunare sotto la definizione di crowdtiquette, sulla scorta del “galateo” elaborato per le comunicazioni sul web:

  • Il pubblico può concedere attenzione, ma bisogna sapersela meritare: l’atteggiamento giusto parte dall’assunto che è cortesia dell’utente interessarsi al progetto. Assecondarne le esigenze è una regola di buon senso, prima che di educazione.
  • La disponibilità è il principio supremo: non esistono domande stupide o inopportune. La trasparenza assoluta delle relazioni sul web impone che si dia il massimo spazio a tutte le eventuali sollecitazioni degli utenti.
  • Essere esaurienti vuol dire essere elastici: se qualcuno chiede di rispiegare qualcosa, non avendo capito la prima delucidazione, è importante cambiare modo di esporre, evitando di ripetere solo quello che si era detto in precedenza.
  • Mai rispondere fuori tempo massimo: la tempestività nel replicare a domande e interventi è indice di attenzione, presenza e cortesia, nella vita come nel crowdfunding.
  • Essere presenti ovunque si è scelto di essere: presidiare tutti i canali di comunicazione selezionati per condurre la comunicazione interattiva è il segno del rispetto nei confronti degli utenti.
  • Informare non significa importunare: aggiornare sullo stato della campagna o sui progressi del progetto è utile, inondare i canali di comunicazione con notizie ininfluenti giusto per dare una idea di abbondanza o di attivismo è controproducente.
  • Moderare è compito di chi gestisce la campagna: nella dimensione interattiva del web non è raro che nascano anche dibattiti e discussioni trasversali tra utenti sui canali di un progetto. Gestirne il buon andamento, chiarendo le regole di correttezza è compito di chi gestisce il canale in questione.

2. Comunicazione e promozione

Come trovare i tuoi finanziatori

La prima regola per avviare nel modo migliore una campagna è appellarsi alla propria community di parenti, amici, fan, sostenitori. Ecco i motivi:

  • Mobilitare gli amici, i conoscenti e i parenti è sfruttare il proprio piccolo (o grande, a seconda dei casi) patrimonio relazionale.
  • I soggetti più vicini all’autore sono anche quelli che nutrono stima e fiducia nelle sue capacità e nel suo talento, prima ancora di conoscere in dettaglio il progetto da finanziare. I soggetti più vicini all’autore sono anche quelli che nutrono stima e fiducia nelle sue capacità e nel suo talento, prima ancora di conoscere in dettaglio il progetto da finanziare.
  • Uno zoccolo duro di donatori che finanzia la campagna spinge altri utenti a notare l’iniziativa e li incoraggia a sostenerla in maniera indiretta stimolando un processo di emulazione.

Cosa raccontare in blog, newsletter e social media

Se l’interazione rimane un caposaldo del crowdfunding, lo strumento elettivo per attivarlo, interno alle piattaforme, è il blog da dedicare al work in progress del progetto. Accanto ad esso i canali esterni di divulgazione (social network, newsletter e quanto si decida di attivare). I contenuti con cui alimentarlo possono essere:

  • Aggiornamenti sulle evoluzioni e i progressi del progetto;
  • Racconto del backstage, con notizie anche divertenti su cosa accade al team;
  • Le eventuali milestone raggiunte dalla campagna, appuntamenti importanti, eventi pubblici e rassegna stampa;
  • Video e/o interviste a testimonial che si riescano a coinvolgere;
  • Notizie interessanti dal settore di riferimento del progetto.

Rispettare tutte le scadenze e mantenere un buon flusso di aggiornamenti è un lavoro complesso, soprattutto con le incombenze di una campagna attiva a pesare sull'impegno quotidiano. Alcuni accorgimenti utili per evitare di rimanere indietro sono:

  • La calendarizzazione degli aggiornamenti da fornire, con la decisione sulla frequenza del rilascio delle notizie (al giorno, alla settimana, al mese).
  • La preparazione preventiva di messaggi standard, sia per le E-mail che per le newsletter e i post sui social media.
  • La realizzazione - ottimistica, ma necessaria - di appelli video, testuali e visuali da pubblicare durante la campagna, che annuncino il raggiungimento di certe quote dell'obiettivo e incitino a continuare la raccolta.

Dove raccontarlo: i canali da creare e usare

L’invito a donare, ma anche quello a diffondere la notizia della campagna, sono il messaggio unico e martellante nel quale gli utenti devono imbattersi in qualche modo. È bene quindi creare una serie di riferimenti web per consentire agli utenti di orientarsi in maniera puntuale, connessi tra di loro organicamente. Il cosiddetto ecosistema social può prevedere:

  • Una landing page che contiene tutte le informazioni sulla campagna di crowdfunding, in genere la pagina del progetto sulla piattaforma. Questo è il fulcro della strategia, e da qui devono passare tutte le informazioni essenziali sulla raccolta;
  • Un sito web relativo alle attività precedenti del team (ove esistenti) o dell'autore;
  • Un profilo Linkedin che fornisca le informazioni sulle competenze specifiche possedute;
  • Un account Youtube nel quale pubblicare il video della campagna;
  • Un profilo Twitter da aggiornare con costanza;
  • Un collegamento a Facebook, meglio una fanpage che un profilo personale, in modo da poter aggregare e fidelizzare gli utenti interessati;
  • Una pagina su Google+ o un profilo Instagram.

A parte la landing page, il video su Youtube e almeno uno dei riferimenti sui social network, gli altri snodi della rete elencati sono opzionali. Una buona regola è quella di utilizzare solo i canali che si è in grado di gestire in maniera soddisfacente e costante. Affinché l’insieme di questi riferimenti possa diventare effettivamente un “ecosistema”, ognuno deve rimandare esplicitamente alla campagna e alla finalità di raccogliere fondi.

Alla fine della campagna


Precisione e rispetto

Che si sia raggiunto o meno l’obiettivo, è utile tener presente l’importanza di alcune regole di comportamento da rispettare in questa fase, delicata quanto la precedente. Le considerazioni, valide in particolare per la formula della modalità “All or Nothing”, valgono a maggio ragione per la “Keep it All” e la “Fundraising”.

Se la campagna non ha raggiunto l'obiettivo (qualora sia indicato):

  • Ringraziare comunque coloro che hanno scelto di sostenere attivamente e concretamente la campagna: possono essere i primi sostenitori di un progetto futuro. Meglio se il ringraziamento è personale, dedicato a ciascuno e non massificato.
  • Chiedere agli utenti che hanno partecipato se desiderano essere informati comunque sugli eventuali nuovi sviluppi inerenti il progetto.

Se la campagna ha raggiunto l'obiettivo:

  • Ringraziare è un obbligo, al di là dell’eventuale ricompensa che i donatori riceveranno. Organizzare un database con tutte le informazioni relative ai sostenitori a cui si devono recapitare le ricompense, in modo da poter svolgere tutte le relative operazioni in modo agevole e preciso.
  • Rispettare la data indicata per la realizzazione del progetto e, nel caso di slittamenti, essere tempestivi nel comunicarne i motivi, essendo consapevoli che sarà cortesia (e non obbligo) degli utenti accettare le spiegazioni in materia.
  • Aggiornare la pagina del progetto sulla piattaforma prescelta circa l’effettiva realizzazione di quanto promesso, magari chiedendo e inserendo i feedback raccolti dai donatori. È un modo per lasciare una traccia tangibile e esauriente dell’iniziativa, importante per la propria credibilità e reputazione.
  • Per rimanere in contatto costante e continuativo con i fan indicare un canale preferenziale su cui concentrare gli sforzi di comunicazione, in modo da non disperdere la community.

In ogni caso la campagna di crowdfunding può dirsi conclusa solo quando tutti i donatori hanno ricevuto la ricompensa ed è stato realizzato concretamente ciò che era promesso. Non un secondo prima.

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